Commento allo Spirito soggettivo, Capitolo 12

I tre gradi e il loro principio ordinatore

Come nella filosofia della natura, Hegel ordina secondo un crescente autoriferimento. La sua stessa ripartizione lo chiama così:

A. In sé o immediatamente — lo spirito come anima o spirito naturale, oggetto dell’antropologia.

B. Per sé o mediato — lo spirito come coscienza, che si riferisce a un oggetto e in ciò a se stesso; oggetto della fenomenologia.

C. Determinantesi in sé e per sé — lo spirito come soggetto, che conosce e vuole; oggetto della psicologia.

Ciò su cui si può verificare la successione è la stessa domanda che in Das Maß: il lettore può compiere lui stesso il fallimento?

Ad ogni passaggio dell’antropologia si può rispondere a questo. L’anima naturale ha le sue determinatezze senza rapportarsi ad esse — e chi ripercorre ciò nota che “avere” qui non dice ancora nulla: un temperamento di cui uno non sa nulla è indistinguibile da una mera disposizione. L’anima sensitiva si rapporta ad esse — e può fallire in ciò. L’anima reale se l’è appropriata, così completamente che nulla più resiste — e proprio in ciò sta la sua mancanza.

La serie procede dunque non perché Hegel la ordina così, ma perché ogni grado fallisce sulla propria determinazione. [KF]

Hegel articola nel § 390: l’anima è dapprima “nella sua immediata determinatezza naturale, la solo essente, naturale anima”; poi entra “come individuale nel rapporto verso questo suo essere immediato” ed è “astrattamente per sé anima sensitiva”; infine questo essere è “come sua corporeità impresso in essa, ed essa in ciò come anima reale”.

Il movimento è dunque: avererapportarsi ad essoessersene appropriato. L’anello intermedio è decisivo, e ha un nome che fuorvia: il sentimento.

E questa figura si ripete a ogni livello. L’antropologia non è una raccolta di temi che Hegel riteneva appartenersi, ma è costruita integralmente secondo la logica del concetto — e in molti punti egli stesso numera i passaggi.

I tre gradi principali sono A-B-C: l’anima naturale come l’universale, quella sensitiva come ciò che si distingue, quella reale come la particolarità ritornata. Entro l’anima naturale la stessa serie si ripete due volte (Cap. 10). Entro l’anima sensitiva altrettanto, e lì la figura porta un pensiero che senza di essa non si trova (Cap. 11).

Questa è per la lettura l’indicazione più importante: ciò che sta in quale posto, dice cosa vi accade. Un contenuto in seconda posizione è, secondo il concetto, ciò che viene particolarizzato e superato; uno in terza è ciò in cui il movimento giunge a riposo. Chi legge solo i contenuti, legge la metà. [KF]