Commento alla Filosofia della natura, Capitolo 21

L’elevazione del magnetismo a chimismo

Qui sta il risultato di questa parte, e Neuser l’ha colto con precisione: nel magnetismo si tratta ancora della relazione esterna dei corpi tra loro — l’uno agisce sull’altro. Nel processo chimico, invece, i corpi si trasformano internamente.[1]

Un riscontro che riguarda le figure sillogistiche. Hegel esige che il processo chimico venga presentato come una triade di sillogismi che si intrecciano — e non lo realizza. Lo dice lui stesso, e ne indica il motivo: “Considerare questo più da vicino sarebbe una discussione molto delicata e ci porterebbe al tempo stesso troppo lontano. Ogni processo chimico dovrebbe essere presentato come una serie di sillogismi, in cui ciò che prima era estremo diventa medio e il medio viene posto come estremo.”[2]

Werckmeister constata con sobrietà che l’autore si sottrae alla delicata trattazione. Questo è più di una trascuratezza: laddove le figure andrebbero condotte su un oggetto reale, Hegel si interrompe — e ciò che resta è l’indicazione che sarebbe possibile farlo.

Chi ritiene le figure sillogistiche uno strumento d’analisi ha qui il caso in cui il loro stesso inventore non ne ha fatto uso. [KF]

E il limite del chimismo mostra perché la serie prosegue: il prodotto della reazione è passivo. Il sale non può da sé ritornare ad acido e base — gli occorre un impulso esterno. Il chimismo mostra trasformazione, ma non autoconservazione. Proprio questo lo compie per primo la vita, ed è per questo che essa sta al termine della serie.

A ciò si lega un’affermazione sull’intero procedimento di Hegel: egli non muove da oggetti statici che possano agire l’uno sull’altro, bensì dalle interazioni e dalle possibilità d’azione della materia stessa.

Qui si toccano la determinazione logica e il riscontro naturale. Nella Logica si dice che nel chimismo un membro è ciò che è solo attraverso l’altro (Mechanismus, facoltativo). Nella Fisica si mostra a cosa lo si riconosce: i corpi escono dalla relazione trasformati.

E la dottrina della misura fornisce la seconda determinazione di cui questa parte necessita. Laddove il mutamento quantitativo si rovescia in mutamento qualitativo — al punto di fusione, al punto di ebollizione, nei rapporti fissi di combinazione della chimica —, si ha la linea nodale di Das Maß. Hegel ha ritrovato questa struttura nelle serie di ossidazione di Berzelius; essa regge tuttora: gli stati di aggregazione non trapassano l’uno nell’altro in modo continuo. [KF]


  1. Ivi, III.3.3. ↩︎

  2. Ibid., con la citazione hegeliana tratta dall’Enciclopedia vol. 2, sul processo del fuoco. ↩︎