Commento alla Logica, Capitolo 10

Il passaggio: perché il concetto deve giudicare

Il concetto non può fermarsi alla propria interiorità. L’etimologia di Hegel: Ur-Teil — la divisione originaria del concetto in soggetto e predicato. Nel giudizio esso si divide in soggetto (S — il singolare), predicato (P — l’universale) e copula (“è” — il particolare come mediazione). Non ogni proposizione è un giudizio — la dottrina hegeliana del giudizio si interessa solo delle proposizioni che articolano il concetto di una cosa.

Le quattro classi di giudizio — Gradi di dischiusura del mondo

Tabella riassuntiva: Le dodici forme di giudizio costituiscono una sequenza graduale di adeguatezza crescente — dal giudizio singolo immediato fino al giudizio di valore necessario:

Classe Sottoforma Esempio Limite
Giudizio di esistenza Positivo „Questa rosa è rossa" Incompleto — potrebbe anche essere gialla
Negativo „Questa rosa non è rossa" Alternative illimitate
Infinito „La rosa non è un elefante" Del tutto privo di contenuto
Giudizio di riflessione Singolare „Questo materiale è conduttivo" Casuale — non vale per altri
Particolare „Alcuni metalli arrugginiscono" Aperto — quali esattamente?
Universale „Tutti gli esseri viventi sono mortali" Empirico — come sappiamo che sono „tutti"?
Giudizio di necessità Categorico „L’oro è un metallo" Statico — perché?
Ipotetico „Se riscaldamento, allora dilatazione" Esteriore — perché vale la condizione?
Disgiuntivo „Il triangolo è acutangolo, o rettangolo, o ottusangolo" Solo in sistemi chiusi
Giudizio di concetto Assertorio „Questa casa è ben costruita" Soggettivo — secondo quale criterio?
Problematico „A seconda dell’uso, buona o cattiva" Relativo — condizioni esteriori
Apodittico „Una casa costruita così è necessariamente stabile" Esige il sillogismo!

Lo sviluppo mostra una direzione precisa: il predicato diventa sempre „più pesante" — da proprietà fugace a nucleo essenziale profondo. Decisivo è il movimento interno che spinge ogni grado verso il successivo:

1. Giudizi di esistenza (Qualità): Attribuzione immediata. „La rosa è rossa." Prestazione: nomina una proprietà. Limite: arbitrario — „La rosa è anche spinosa" è altrettanto vero. Manca la riflessione sull’ambito di validità. Compia il passaggio: proprio perché il giudizio di esistenza attribuisce in modo arbitrario, vogliamo sapere: vale ciò per questa rosa o per tutte? La domanda sull’estensione si impone — ed è questo che spinge verso il giudizio di riflessione.

2. Giudizi di riflessione (Quantità): Determinazione dell’estensione. „Alcuni metalli conducono", „Tutte le rose sono piante." Prestazione: determina quanti casi rientrano sotto il predicato. Limite: la totalità (tutti gli esemplari contati) non è identica all’universalità (l’essenza della cosa). Anche se tutti i cigni osservati finora erano bianchi, non ne segue „Tutti i cigni sono bianchi". Il passaggio: la semplice enumerazione („tutti quelli osservati finora…") non dà mai vera universalità. Vogliamo sapere se il nesso sia essenziale o casuale. L’oro è un metallo perché conduce per caso — o perché lo è per sua essenza? La domanda sulla necessità dell’attribuzione spinge verso il giudizio di necessità.

3. Giudizi di necessità (Relazione): Comprensione del genere. „L’oro è un metallo." Prestazione: comprensione del tipo di relazione — l’oro è essenzialmente (non per caso) un metallo. Limite: mostra l’appartenenza necessaria, ma non valuta. Il passaggio: il giudizio di necessità dice cosa è qualcosa, ma non se sia un buon esemplare del suo genere. Ma vogliamo sapere: questa casa è una casa buona o cattiva? Questa azione soddisfa la propria pretesa? La domanda sulla corrispondenza al proprio concetto spinge verso il giudizio di concetto.

4. Giudizi di concetto (Modalità): Il concetto come criterio. „Questa casa è buona." Prestazione: valuta secondo il proprio concetto — una casa buona è una casa che corrisponde a ciò che una casa deve essere. L’intuizione di Hegel: il „buono" non è sentimento soggettivo, bensì corrispondenza con la propria essenza. Il passaggio al sillogismo: il giudizio di concetto dice „Questa casa è buona" — ma perché? L’esigenza di una fondazione spinge oltre il giudizio, verso il sillogismo.

Grado Forma Esempio Dischiusura del mondo
Esistenza Immediato „La rosa è rossa" Percezione
Riflessione Quantificante „Tutti i metalli conducono" Induzione
Necessità Genere „L’oro è un metallo" Scienza
Concetto Normativo „Questa casa è buona" Etica, estetica

Il punto di Stekeler: Questi gradi corrispondono alla nostra pratica di apprendimento: prima impariamo predicazioni semplici (i bambini: „Cane!“), poi concetti d’insieme („tutti i cani”), poi enunciati del tipo se-allora (leggi), poi giudizi normativi („bravo cane"). La logica di Hegel è una „logica della formazione" [Bildung, termine tedesco che indica insieme educazione, formazione culturale e coltivazione di sé].