Performativo / Performatività
Filosofia successiva & Nostra metodologia
Atti o enunciati che compiono ciò che enunciano. In senso stretto (Austin): atti linguistici come "Prometto", "Battezzo". In senso esteso (nostro uso): atti di pensiero che si applicano nel loro stesso compiersi e sono per questo autofondanti.
Origine
J.L. Austin introduce nel 1962 (*How to Do Things with Words*) la distinzione costativo/performativo. Habermas e Apel la sviluppano ulteriormente nella pragmatica trascendentale: chi argomenta solleva performativamente pretese di validità. Karl-Otto Apel sviluppa il criterio della "contraddizione performativa" (un enunciato che si contraddice nel suo stesso compiersi).
Rimandi
Autoapplicazione · Contraddizione performativa · Implizite Reflexion · Reflexionsformen
Die zentrale einsicht aus kap. 5.5
Il metodo performativo È il movimento attraverso le tre forme di riflessione -- non la loro illustrazione, ma la loro pratica: (Nella riflessione ponente e in quella determinante la corrispondenza è diretta; nella riflessione esterna la performance mostra un caso particolare (l'esperienza della resistenza), che rimanda al concetto più ampio di Hegel.) | Fase | Forma di riflessione | Carattere performativo | |-------|----------------|------------------------| | Compimento | Riflessione ponente | Invitiamo all'agire immediato | | Resistenza | Riflessione esterna | Il compiuto fallisce, urta contro un altro | | Comprensione | Riflessione determinante | Riconosciamo cosa è accaduto e perché | Questo spiega perché la nostra ricostruzione "funziona": non è descrizione esteriore (che manca sempre il segno), ma invito a co-compiere. Il lettore non apprende *sulle* categorie -- le *attraversa*. Il metodo performativo rende esplicito l'implicito -- non tramite descrizione dall'esterno (ciò sarebbe riflessione esterna), ma tramite compimento (riflessione determinante).